Storia dell’Archivio

L’archivio della ceramica sestese nasce nel 1989, su iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino, allo scopo di valorizzare la storia manifatturiera del territorio e in particolare delle tante aziende ceramiche artigianali che hanno operato tra la fine dell’800 e la seconda guerra mondiale, affermandosi non solo nell’economia sestese ma anche nel panorama della ceramica italiana della loro epoca. Della storia e della produzione di tali aziende si avevano solo testimonianze frammentarie. Il Comune diffuse allora un appello ai cittadini affinché consentissero la riproduzione fotografica di oggetti in ceramica e documenti. Risposero in tanti. Furono fotografate centinaia di opere e fotocopiati altrettanti documenti. Alcuni cittadini decisero di depositare documenti originali. L’archivio ha acquisito e incrementato il proprio patrimonio così, come un’istituzione costruita dal basso, con il contributo determinante della cittadinanza, che si è sentita parte di una storia collettiva. Nel corso degli anni ‘90 gli ultimi proprietari delle manifatture Fantechi e Ciulli, che da tempo avevano cessato l’attività, decisero di depositare quanto era rimasto nei vecchi locali, che stavano per essere demoliti o riconvertiti in abitazioni (modelli e forme in gesso, bozzetti, cataloghi). Successivamente l’archivio della ceramica sestese si è arricchito di altre collezioni; oggi conserva circa 3000 bozzetti e spolveri e oltre 2400 modelli e forme in gesso utilizzati nella prima metà del Novecento e negli anni ’50 da alcune delle più prestigiose manifatture artigianali sestesi, oltre a circa 3000 foto che documentano le fasi di lavorazione e la produzione della manifattura Richard Ginori negli anni Trenta.