Percorso Espositivo

L’Archivio della ceramica sestese si compone di tre sale espositive, oltre a una sala per l’archiviazione delle forme in gesso e una per l’archiviazione dei modelli in gesso. Nell’ufficio amministrativo invece sono conservati i documenti cartacei, tra cui cataloghi d’epoca, bozzetti, spolveri, fotografie d’epoca.

La sala espositiva 1 ospita mostre tematiche temporanee e alcuni pezzi in ceramica di varie manifatture, tra cui SACA e ESPERIA, risalenti agli anni ’40 e ’50 del Novecento.

La sala manifatture contiene le principali collezioni di modelli in gesso, vere e proprie opere d’arte da cui poi venivano realizzati gli oggetti in ceramica venduti in tutto il mondo dalle manifatture di Sesto Fiorentino. Si tratta di strumenti di lavoro, realizzati dalle sapienti mani di lavoratori dell’arte, che si erano formati alla Scuola di Disegno Industriale di Sesto Fiorentino e che spesso avevano iniziato la propria carriera alla Ginori di Doccia. Nella sala sono esposte statuette, vasi, colonne, bomboniere e immagini sacre, provenienti dalla Società Ceramica Colonnata, dalle manifatture Ciulli, Fantechi e La Perla. La maggior parte delle opere risale ai primi anni del Novecento, mentre i gruppi plastici e le statue della manifattura La Perla sono degli anni ’50.

La sala espositiva 2 contiene percorsi didattici sulla lavorazione della ceramica, con la riproduzione delle varie fasi, dal modello alla forma a tasselli, fino al biscotto e poi all’invetriatura, oltre a un banco di lavoro di inizio Novecento, con i relativi strumenti utilizzati dai modellatori della manifattura Fantechi. Nella sala sono conservati tre modelli in gesso dell’inizio del Novecento ispirati alle opere robbiane: una grande lunetta raffigurante l’Annunciazione, della manifattura Ciulli, tratta dall’opera di Andrea Della Robbia presente allo Spedale degli Innocenti a Firenze; due Madonne con Bambino della manifattura Fantechi, una tratta dall’opera di Luca Della Robbia presente allo Spedale degli Innocenti e l’altra tratta dal tabernacolo di Andrea Della Robbia all’angolo tra via della Scala e via degli Orti Oricellari a Firenze.